A.C. Cesena: squadra, storia, giocatori e allenatore

dicembre 30, 2018.Piero.0 Likes.0 Comments

A.C. Cesena

L’Associazione Calcio Cesena, detta anche Cesena, è una società calcistica italiana con sede nella città di Cesena. Il Cesena può vantare tredici partecipazioni nei tornei di massima serie ed una nella Coppa UEFA. Dal 1929, il Cesena si trova attualmente al 38º posto su 63 squadre nell’eterna Classifica della Serie A.

La storia del Cesena

Per dieci anni, dal 1920 al 1930, il calcio cesenate era gestito e rappresentato dall’Unione Sportiva Renato Serra, dedicata ad un giovane poeta deceduto durante il Primo conflitto mondiale. A causa della chiamata alle armi, la squadra dovette sciogliersi, senza però abbandonare il sogno di tornare a giocare. La società nacque nel 1940, grazie all’iniziativa del Conte Alberto Rognoni, che volle creare una squadra con i colori della città. Fu così che Rognoni, insieme ad Arnaldo Pantani, ex giocatore del Prato e Renato Piraccini, un imprenditore locale, fondarono la nuova squadra, unendosi ai nuovi membri del consiglio direttivo societario, Montemaggi, Sarti e Mazzotti. Il 21 aprile 1940, sotto la presidenza di Giuseppe Ambrosini, il consiglio dichiarò ufficialmente la nascita dell’Associazione Calcio Cesena, che assunse come colori sociali il bianco e il nero, quelli della città. Successivamente Rognoni divenne presidente e Pantani, esperto di calcio, venne posto alla guida tecnica della squadra, mentre Piraccini fu incaricato di svolgere il ruolo di direttore sportivo. L’affiliazione della società alla FIGC avviene nel mese di agosto, durante il quale viene effettuata anche l’iscrizione al campionato di Prima Divisione. I giocatori furono ingaggiati nell’ambito delle squadre locali. Il primo acquisto importante fu quello di Iro Bonci, per 1 500 lire. Dopo aver preso parte al campionato misto serie B-C Alta Italia, il Cesena viene ammesso alla Serie B 1946-1947, composta da 3 gironi da 20 squadre ciascuno, suddivise in base al territorio. Il primo campionato cadetto del Cesena terminò però con la retrocessione della squadra in Serie C. Dopo la sua prima esperienza in Serie B, all’inizio degli anni ’50, il Cesena comincia lentamente a scivolare nelle serie inferiori. È proprio in questi anni, che calciatori di un certo livello come Azeglio Vicini, approdano nella formazione bianconera. Nel 1957, la passione pubblica e dirigenziale per il Cesena crebbe al punto di costruire uno stadio nuovo, chiamato la Fiorita, completato definitivamente nel 1988. Nel 1982 prenderà il nome del presidente scomparso, Dino Manuzzi. Durante l’inizio degli anni ’60, mentre il Cesena militava in Terza Serie, il Conte Rognoni decise di cedere la società ad alcuni imprenditori ortofrutticoli, Dino Manuzzi e Giovanni Casadei, che riescono a trasformare il Cesena in una vera e propria società esemplare. Nel 1967, fece il suo esordio in squadra il giocatore Giampiero Ceccarelli, proveniente dalle giovanili bianconere; da quel giorno fino al 1985, Ceccarelli disputò 19 campionati professionisti, sempre con la stessa maglia. Con 591 partite ufficiali, è stato a lungo detentore del record italiano di “fedeltà” ad una società. Grazie anche al suo contributo e alla guida di Cesare Meucci, il Cesena torna in Serie B nella stagione 1967-1968. È proprio durante questi anni, che Dino Manuzzi creerà i presupposti per la realizzazione del sogno cesenate: il raggiungimento della massima serie, che avverrà agli inizi degli anni ’70. Per iniziare bene la stagione 1972/73, il Cesena, sotto la guida di Gigi Radice, acquisisce giocatori di un certo spessore come Mantovani, Ammoniaci, Catania, Orlandi e Braida, futuro direttore sportivo del Milan. Durante lo svolgimento del torneo, il Cesena dimostra di voler fare sul serio, conquistando otto vittorie in dieci partite ed aggiudicandosi dunque l’ammissione alla massima serie. Dopo la rinuncia di Gigi Radice, la guida tecnica della squadra passò nelle mani di Eugenio Bersellini, che esordì in Serie A stravolgendo il modo di giocare dei bianconeri, che portarono grandi risultati non solo in campionato, ma anche in Coppa Italia, dove sfiorarono la finale. Sull’onda di questi risultati, il Cesena riuscì a conquistare la propria salvezza a San Siro, durante la stagione 1974/75, grazie ad un gol di Orlandi. Nella stagione successiva, i bianconeri toccarono il punto più alto della loro carriera, collezionando 9 vittorie ed il sesto posto in classifica, nonché la qualificazione alla Coppa UEFA, nella quale persero contro i tedeschi. Questa stagione fu caratterizzata da una retrocessione molto amara in Serie B e dalla cessione della società da Manuzzi al nipote Edmeo Lugaresi, a causa di un periodo di lunga convalescenza al quale dovette sottoporsi Manuzzi, in seguito ad una brutta caduta. Nella sua prima stagione alla presidenza, Lugaresi riportò il Cesena in serie A, sotto la guida di Osvaldo Bagnoli, che collezionò il record storico con 14 vittorie ed il numero più alto di spettatori in Serie B. La formazione vincente di quell’anno era composta dal portiere Angelo Recchi, i terzini Giovanni Mei e Giampiero Ceccarelli, il mediano Massimo Bonini, lo stopper Giancarlo Oddi, il libero Antonio Perego, le ali Giovanni Roccotelli e Oliviero Garlini, il cursore Adriano Piraccini, il regista Fabrizio Lucchi e la punta centrale Antonio Bordon. Nella stagione seguente, Bagnoli dovette abbandonare la guida della squadra, che venne assegnata a Giovan Battista Fabbri; questi non ottenne dei buoni risultai e fu sostituito da Renato Lucchi, che portò la squadra alla salvezza in A, compromessa dalla scomparsa di Dino Manuzzi, a cui la città intitolò lo stadio, nel 1982. Nella stagione 1982/83, l’allenatore Bruno Bolchi accompagnò la squadra in retrocessione, ma fu sempre lui che a riportare il Cesena in Serie A, nella stagione 1986/87. Nella stagione 1989-90 il Cesena riesce a mettersi in salvo, grazie all’allenatore Marcello Lippi, autore di una grande rimonta. Il Cesena rimase nella Serie A solo fino alla fine della stagione successiva, quando retrocesse in B, dove restò per i successivi 20 anni. Nella stagione 1996-97, la squadra bianconera scivolò addirittura in Serie C1, nella quale non si trovava più da quasi 30 anni. La stagione successiva, i bianconeri riuscirono a rimontare in Serie B, dove rimasero solo fino alla stagione seguente, quando retrocessero nuovamente in Serie C1. A questo punto, il Cesena entrò nel periodo peggiore della sua storia, passando i primi dieci anni del nuovo millennio, nel campionato di terza serie. In quel periodo, il presidente Lugaresi cedette la dirigenza al figlio Giorgio, quarto presidente della società cesenate. Il periodo grigio arrivò al suo termine grazie alla guida tecnica dell’allenatore Fabrizio Castori, che cambiò il destino del Cesena in modo risolutivo. Nella stagione 2003/04, il Cesena diede segnali di ripresa, vincendo la Coppa Italia Serie C. Il 20 giugno 2004 si gioca la partita che vale l’intera stagione: i bianconeri vincono ai supplementari, riconquistando la Serie B. La partita fu purtroppo caratterizzata da uno scontro al quale presero parte alcuni giocatori cesenati e l’allenatore bianconero, Castori, che venne punito con tre anni di squalifica, ridotti successivamente a due. Il presidente Lugaresi riconfermò Castori, nonostante la squalifica e dal 2004 al 2007, il Cesena raggiunse dei buoni risultati, purtroppo non sufficienti ad ottenere la promozione. La stagione 2007/08 fu caratterizzata da una profonda crisi causata da quattro sconfitte consecutive, che costarono la panchina a Castori, sostituito da Giovanni Vavassori. Dopo 27 anni di presidenza della famiglia Lugaresi, la società fu ceduta a Igor Campedelli, un giovane imprenditore edile del luogo. In seguito all’andamento incerto della squadra bianconera, Campedelli decise di riaffidare la guida tecnica a Castori, che fu però testimone di un’altra retrocessione in Lega Pro. Per la stagione 2008/09, arrivò in panchina il nuovo allenatore Pierpaolo Bisoli, che condusse la squadra al ritorno in Serie B, spalleggiata dalla presenza costante dei suoi tifosi. Nella stagione 2009/10, mentre il Cesena lottava per la propria salvezza, la vicepresidenza della società passò nelle mani di Luca Mancini. Il 30 maggio 2010, durante l’ultima giornata di campionato, il Cesena scavalcò i lombardi, conquistò il secondo posto in classifica e si aggiudicò la promozione in Serie A. Il 2010 portò anche la prematura scomparsa di Edmeo Lugaresi, presidente onorario della società. Nella stagione 2010/11, i romagnoli disputarono il loro undicesimo campionato di massima serie, pareggiando con la Roma e battendo il Milan, per due reti a zero. Durante la terza giornata, il Cesena affrontò il Lecce e lo sconfisse, tornando, per la seconda volta, in testa alla classifica di Serie A. Nel maggio del 2011, il Cesena si aggiudica la permanenza in massima serie per il campionato successivo. Nel 2011, in vista del nuovo torneo, il Cesena mise a segno un acquisto importante: il giocatore Adrian Mutu e l’allenatore Daniele Arrigoni, che diede le dimissioni in seguito ad una scottante sconfitta. Subentrò così il tecnico Mario Beretta, con il quale i bianconeri disputarono un campionato fallimentare, al termine del quale, tornarono in Serie B. A questo punto, il club affidò la guida tecnica al fratello del presidente Igor, Nicola Campedelli. Inseguito a tre sconfitte consecutive, Campedelli venne esonerato a favore di Pierpaolo Bisoli, con il quale il Cesena terminò il campionato al quattordicesimo posto. Nel dicembre del 2012, il presidente Campedelli decise di dimettersi per affidare la presidenza al predecessore, Giorgio Lugaresi. La società si trovò ad affrontare un periodo sull’orlo del fallimento, a causa di un debito di circa 35 milioni di Euro. L’ex presidente Campedelli fu iscritto nel registro degli indagati, per sospetta gestione inappropriata dei fondi economici della società. La stagione 2013/14, viene inaugurata con l’arrivo in panchina dell’allenatore Rino Foschi, mentre Lugarelli chiede aiuto ad un gruppo di imprenditori locali, allo scopo di evitare il fallimento. Intervengono in aiuto della società anche i tifosi, che fondano l’associazione Cesena Per Sempre , con la quale riescono a dare un contributo ai problemi finanziari della società. Il campionato in Serie B del Cesena inizia con due vittorie, prima di incappare in una serie di sconfitte che sembrano condizionare anche la fine del campionato in modo negativo. La guida tecnica della squadra passa a Bisoli, che conduce il Cesena verso la vittoria prima contro il Modena, poi contro il Latina, in finale. Nel giugno 2014, i bianconeri si aggiudicano la loro quinta promozione in Serie A. Pierpaolo Bisoli viene riconfermato come allenatore del Cesena anche per il campionato successivo. Nello stesso periodo, Lugaresi dichiara di aver abbattuto in parte il debito della società, che andrà verso un periodo di risanamento, grazie alle risorse economiche legate alla permanenza del Cesena in Serie A.

Stemma del cesena

L’Associazione Calcio Cesena, ha sempre adottato, sin dagli inizi, lo stemma con il cavalluccio marino su uno sfondo a strisce bianconere e la scritta A.C. Cesena nella parte superiore dello stemma. I colori sociali dell’uniforme sono il bianco ed il nero, quelli dello stemma cittadino.

Formazione attuale del Cesena

La formazione con la quale il Cesena scenderà in campo nella stagione calcistica 2014/15 è la seguente:

Portieri: Leali, Agliardi, Bressan e Iglio

Centrocampisti: Cascione, Coppola, Tabanelli, Cazzola, De Feudis, Pulzetti, Giorgi, Araujo, Carbonero,Valzania, Yabrè e Moncini

Attaccanti: Marilungo, Defrel, Succi, Garritano, Rodriguez de Miguel, Duric, Brienza e Romano

Difensori: Krajnc, Capelli, Volta, Renzetti, Lucchini, Nica, Perico, Magnusson, Crialese, Saporetti e Mordini

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