A.C. Chievo Verona: squadra, storia, giocatori e allenatore

dicembre 30, 2018.Piero.0 Likes.0 Comments

A.C. Chievo Verona

L’Associazione Calcio ChievoVerona, nota anche come Chievo, è una società calcistica italiana con sede nella città di Verona. Fondata nel 1929 e ricostituitasi nel 1948, questa associazione gioca nel campionato di Serie A. Il Chievo possiede una caratteristica unica: è l’unico club calcistico minore ad aver scalato la piramide calcistica nazionale, giungendo in Serie A. Dopo essersi aggiudicata la Serie C2 nel 1986, poi la C1 nel 1989, il Chievo approdò in B nel 1994. Il 2001 portò la promozione della squadra in Serie A ed il Chievo sotto i riflettori dell’interesse mediatico. L’anno successivo, il Chievo esordì anche nella Coppa UEFA e nel 2006 nei preliminari della UEFA Champions League. Nel 2011, la squadra gialloblu raggiunge le 100 vittorie in massima serie.

Storia

Nel 1929, un gruppo di amanti del calcio, provenienti dal borgo di Chievo, fondò l’Opera Nazionale Dopolavoro Chievo, che inizialmente si limitava a giocare partite amichevoli, non essendo ancora affiliata alla FIGC. Nel 1933, la squadra vinse il Campionato Provinciale Liberi, arrivando seconda alle finali venete. Nel 1936, a causa dei problemi finanziari presenti già da numerosi mesi, l’O.N.D. chiuse i suoi battenti. Nel 1948, al termine del secondo conflitto mondiale, la società venne ricostituita con la denominazione di A.C. Chievo e venne iscritta alla Seconda Divisione, che vinse nel 1950/51. Nel 1959, in seguito al rinnovamento dei campionati nazionali, il Chievo venne ammesso in Seconda Categoria. Quello stesso anno, la società cambiò denominazione in Cardi Chievo, dovuto allo sponsor e subito dopo conquistò anche la promozione in Prima Categoria, dove rimase fino alla retrocessione, avvenuta nel 1963. Nel 1964, la presidenza della società venne affidata a Luigi Campedelli, che condusse il Chievo verso la vittoria del campionato di Seconda Categoria, conquistando la promozione i Prima Categoria, dove rimase per due stagioni. Nel 1967, la squadra gialloblu ritornò in Seconda Categoria. Nella stagione successiva, il Chievo vinse il campionato di Seconda Categoria, ma scelse di rinunciare alla promozione, a causa di problemi finanziari della società. La squadra giocò la stagione seguente sempre Seconda Categoria, vincendo il campionato ancora una volta. Nel 1975, il Chievo conquistò l’accesso in Serie D, dopo cinque stagioni in Promozione (campionato italiano di calcio di sesto livello), sotto la guida dell’allenatore Nicola Ciccolo. Intanto, in quegli stessi anni, lo sponsor Cardi abbandonò la squadra, che tornò a chiamarsi A.C. Chievo. Questo portò delle difficoltà finanziarie alla società. Nel 1976, il Chievo terminò il suo primo campionato di Serie D al decimo posto, dimostrando di aver superato le difficoltà. La guida tecnica del Chievo fu affidata, nel 1978, a Carlo De Angelis, che condusse una stagione difficile, che costò il suo esonero, in favore di Angelo Barbi. Nel 1980, la gestione tecnica del Chievo passò a Dario Baruffi, che la allenò per i successivi quattro anni. Nel 1981, la squadra ebbe un nuovo sponsor, Paluani e prese la denominazione di Paluani Chievo. Nel 1985, venne richiamato in panchina il tecnico De Angelis, che mantenne la squadra nelle prime posizioni. L’anno successivo, grazie alla squalifica del Bassano per illecito sportivo, il Chievo fu ammesso alla Serie C2. Nel 1986, la squadra gialloblu riprese la sua denominazione originale, A.C. Chievo e cominciò a giocare le gare di Serie C2, conquistando la promozione, nel 1989, grazie alla vittoria del proprio girone. Nel 1990, la presidenza della società tornò nelle mani di Campedelli, che decise di denominare la squadra A.C. Chievo Verona. Per le prime due stagioni in Serie C1 venne confermato l’allenatore Bui, mentre per la stagione 1991/92, venne richiamato per la terza volta De Angelis, come allenatore del Chievo. Nel 1992, il presidente Luigi Campedelli morì improvvisamente di attacco cardiaco. Il figlio, Luca Campedelli, succedette il padre alla guida della società, affiancato dall’ex calciatore Giovanni Sartori, come direttore sportivo. Nel 1994, sotto la guida dell’allenatore Alberto Malesani, il Chievo chiuse la stagione conquistando il primo posto del proprio girone, aggiudicandosi il salto in Serie B. Durante le prime due edizioni del campionato di Serie B, il Chievo iniziò a giocare i suoi primi derby contro l’Hellas Verona. I rossoblu si piazzarono al settimo posto della classifica, rendendo possibile il sogno di passare in Serie A. Nella stagione 1997/98, Malesani fu sostituito da Silvio Baldini, che lasciò la squadra al termine del campionato, quando il Chievo era al decimo posto. Per la stagione successiva, la squadra gialloblu fu affidata alla guida di Domenico Caso, che venne rimosso dall’incarico a causa dei risultati negativi. L’allenatore uscente fu rimpiazzato da Lorenzo Balestro e Luciano Miani, che condussero la squadra alla salvezza, per la stagione successiva che terminò con il Chievo al quindicesimo posto in classifica. Il nuovo millennio venne inaugurato con la guida tecnica di Luigi Delneri, che portò la squadra gialloblu alle qualificazioni in Coppa UEFA. Nella prima stagione di Delneri, 2000/2001, il Chievo concluse il campionato di Serie B in terza posizione e fu ammessa ai campionati di Serie A. La stagione 2001/02 andò ancora meglio e con ben 54 punti il Chievo si aggiudicò il quinto posto nella Serie A, diventando un vero e proprio fenomeno calcistico di grande rilevanza mediatica. Questo permise al Chievo di partecipare alla Coppa UEFA 2002/03, dalla quale venne eliminata al primo turno. Nel 2004 Luigi Delneri abbandonò la panchina e venne ingaggiato Mario Beretta, che fu esonerato a tre giornate dal termine del torneo, quando la squadra si trovava al terzultimo posto in classifica. Al suo posto fu ingaggiato Maurizio D’Angelo, che riuscì a salvare il Chievo dalla retrocessione grazie a due vittorie sul Siena, sul Bologna e ad un pareggio con la Roma. La direzione tecnica per la stagione 2005/06 fu affidata a Giuseppe Pillon. Durante il campionato, in concomitanza ai fatti legati a Calciopoli, il Chievo scalò la classifica, guadagnando il quarto posto. Questo consentì al Chievo di partecipare al terzo turno preliminare della Champions League, nella stagione 2006/07, dalla quale fu subito eliminato. Dopo la sconfitta in Champions League, la squadra veronese fu eliminata subito dai portoghesi, anche dalla Coppa UEFA. Negativo fu anche l’inizio del campionato, che portò all’esonero di Pillon, a favore di Delneri, che non riuscì a portare il Chievo alla salvezza: il campionato dei gialloblu terminò con la retrocessione in Serie B. Il Chievo tornò in Serie A nel 2007/08, sotto la guida di Giuseppe Iachini, grazie alle 22 reti di Sergio Pellisier. Nel campionato successivo, la dirigenza decise per l’esonero di Iachini, affidando la squadra al tecnico Domenico Di Carlo, che riuscì a raggiungere la salvezza matematica, con tre giornate di anticipo. Nella stagione 2010/11, il tecnico Di Carlo si trasferì alla Sampdoria e Stefano Pioli prese le redini della squadra veronese. Il campionato fu caratterizzato dalla presenza del Chievo in testa alla classifica, dopo solo due giornate. Nel gennaio 2011, il Chievo raggiunse le sue 100 vittorie in Serie A, contro il Brescia. Nella stagione 2011/12, sotto la guida di Di Carlo, il Chievo terminò il campionato al decimo posto e rasentò anche la finale di Coppa Italia, ma fu eliminato nei quarti di finale. In seguito a cinque sconfitte consecutive, avvenute nella stagione 2012/13, il tecnico Di Carlo fu esonerato e al suo posto fu ingaggiato l’ex giocatore gialloblu Eugenio Corini; il campionato terminò con il Chievo in dodicesima posizione. Il contratto di Corini non fu rinnovato e la guida del Chievo fu affidata a Giuseppe Sannino. Il campionato cominciò con alcune difficoltà che portarono all’esonero di Sannino e al ritorno di Corini, grazie al quale la squadra gialloblu risalì la classifica stabilendo anche il record di imbattibilità del suo portiere, che non subì gol per ben quattro partite. Raggiunta la salvezza al termine del campionato, Giovanni Sartori lasciò la carica di direttore sportivo, dopo vent’anni nella dirigenza della squadra gialloblu.

Stemma, colori e formazione del Chievo

Sulle maglie ufficiali del Chievo è presente, fin dagli anni ’80, il simbolo di Cangrande I della Scala, signore di Verona. Un altro simbolo rappresentativo è la Scala degli Scaligeri, che fu oggetto di controversie perché fu rivendicato dall’Hellas Verona, che lo ritenevano un plagio. In realtà, nel 2011, il presidente del Chievo Campedelli dichiarò che non solo il simbolo rappresentava la città tutta in quanto effigie della famiglia scaligera, ma che la Scala era sempre stata presente sulle maglie del ChievoVerona. Per quanto riguarda i colori, il Chievo adottò inizialmente il bianco e l’azzurro, impiegati fino al 1956. L’unica divisa di colori diversi, rosso e blu, fu adottata dalla squadra veronese solo per una stagione, mentre i colori attualmente in uso sono il giallo ed il blu. L’attuale rosa gialloblu è composta dai seguenti giocatori:

Portieri: Puggioni, Bardi, Seculin, Bizzarri, Coletta e Sorcan

Centrocampisti: Birsa, Hetemaj, Bellomo, Lazarevic, Mangani, Guana, Cofie, Bentivoglio, Radovanovic, Kupisz, Botta, Toskic, Schelotto e Izco

Attaccanti: Paloschi, Lopez, Meggiorini e Pellissier

Difensori: Dainelli, Sardo, Zukanovic, Cesar, Biraghi, Fraga, Frey e Gamberini

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