Calendario Mondiali 2014: date e orari italiani delle partite

settembre 9, 2019.Piero.0 Likes.0 Comments

Nuove prospettive, vecchie conoscenze e un’incognita: Svizzera, Ecuador, Francia e Honduras.

La nazionale della Svizzera arriva in Brasile rinfrancata come non mai: il calcio svizzero è in salute, la prima squadra è composta di giocatori di alto livello e, probabilmente, mai i biancorossi sono stati così in forma. È tempo di rinverdire i fasti di un tempo e, chissà, superare quel quarto di finale che rappresenta il miglior risultato storico conseguito nel mondiale giocato in casa nel 1954. La guida tecnica è di un grande conoscitore del calcio, Ottmar Hitzfeld bicampione d’Europa con squadre di club (Borussia Dortmund e Bayern Monaco), l’organico di tutto rispetto con gli italiani Inler, Behrami e Dzemaili a giostrare in mediana dietro a Xherdan Shaqiri, talentuosissima mezzapunta ventitreenne che vuole trascinare il più lontano possibile una vera nazionale multietnica.

Ecuador, Cenerentola delle sudamericane: assai meno blasonata di Brasile, Uruguay, Argentina, Colombia e Cile, la nazionale ecuadoregna è alla terza partecipazione mondiale, dopo il debutto nel 2002 e il raggiungimento degli ottavi di finale nel 2006, sconfitta dall’Inghilterra. Reinaldo Rueda è il CT che cercherà di pilotare i suoi uomini (Antonio Valencia del Manchester Utd su tutti) verso un non impossibile ottavo di finale, sperando che una squadra tra Svizzera e Francia fallisca l’appuntamento mondiale.

Si dice Francia e si pensa a Kopa, Fontaine, Platini, ma oltralpe hanno dovuto aspettare l’algerino Zidane per sollevare, nel 1998, una coppa attesa sin dalla prima edizione. Non brillanti durante le qualificazioni, i Bleus guidati da Didier Deschamps (anch’egli campione del mondo e d’Europa tra ’98 e 2000) stanno vivendo una fase di transizione piuttosto interessante: in Brasile, i transalpini orfani di Ribery puntano forte su Pogba e Benzema che, se dovessero mantenere le promesse, potrebbero far risuonare molte volte La marsillaise in terra tropicale.

La nazionale dell’Honduras è, sulla carta, la più debole del gruppo E. L’esordio mondiale risale al 1982, terminato all’ultimo posto del gruppo E con la Spagna padrona di casa, pur avendo pareggiato con iberici e nordirlandesi. Il copione si ripete nel 2010, con un girone proibitivo che, casualmente, comprendeva di nuovo le Furie Rosse, oltre a Cile e Svizzera, e nel quale i centramericani non hanno certo demeritato, pur denotando altra caratura rispetto alle avversarie. Luis Fernando Suárez spera di cogliere un risultato difficilmente prevedibile, contando sui gol di Carlo Costly, vero giramondo della pelota.

GIRONE F

La favorita Argentina alle prese con un girone da non sottovalutare, con l’incognita Nigeria, l’arrembante Bosnia Erzegovina e il misterioso Iran.

L’Argentina di Alejandro Sabella o, verrebbe da dire, di Leo Messi, atteso come non mai a caricarsi sulle spalle una Seleccion da troppo tempo digiuna di grandi risultati iridati: le semifinali mancano, infatti, dall’era Maradona, ossia dalla finalissima 1990 a Roma, perduta malamente contro la Germania. Grandissima dalla cintola in su , con quattro tenori da far coesistere (Di Maria, Higuain, Aguero, oltre alla già citata Pulga), la nazionale albiceleste ha qualche problema nel reparto arretrato, che non pare all’altezza della qualità degli attaccanti. Sarà da vedere se la trazione anteriore sarà sufficiente per trionfare sul suolo dell’avversaria storica, il Brasile.

L’Iran ha già partecipato tre volte ai mondiali, anche se in nessuna delle precedenti occasioni è riuscito a vincere una partita. Molto meglio il palmarès continentale, dato che vede i persiani tre volte campioni d’Asia, per quanto i titoli (consecutivi), risalgano all’epoca d’oro 1968-76. Il portoghese Carlos Queiroz, per anni secondo di sir Alex Ferguson e già allenatore del Real Madrid, proverà in ogni modo a portare la nazionale iraniana sino agli ottavi, risultato che sarebbe davvero un successo mondiale per i suoi giocatori, tra cui citiamo Javad Nekounam, capitano e veterano dei Leoni asiatici anche in chiave iridata.

Esordio mondiale per la Bosnia Erzegovina, grazie all’ottimo livello di una generazione che vanta, tra i suoi giocatori migliori, gente del calibro del romanista Pjanic e della grande punta in forza al Manchester City Dzeko. Il girone non pare proibitivo e potrebbe coincidere con la prima classificazione alla fase finale della squadra allenata da Safet Sušic autentica gloria del calcio slavo e francese, poiché ha militato quasi un decennio nel PSG, venendo eletto miglior giocatore della storia per i parigini.

Quinta presenza mondiale per una Nigeria che non ci pare al livello di quella che terrorizzò l’Italia di Sacchi, castigata da Roberto Baggio negli ottavi di finale di USA 1994. Anche nell’edizione successiva i biancoverdi giunsero agli ottavi, eliminati da 4 a 1 da una grande Danimarca. Il 4-3-3 di Stephen Keshi cercherà di valorizzare al massimo le qualità di Emmanuel Emenike, punta di diamante della formazione africana, in forza ai turchi del Fenerbahçe.

GIRONE G

Girone di ferro, con il Portogallo a sfidare nuovamente la Germania, con Ghana e Stati Uniti lontani da essere squadre accomodanti.

Il calcio è un gioco che si gioca con un pallone e due squadre di 11 giocatori: poi arrivano i tedeschi e vincono , firmato Gary Lineker, storico centravanti dell’Inghilterra degli anni Ottanta. Dopo anni di piazzamenti, la nazionale con il maggior numero di finali mondiali disputate (ben sette, solo tre vittorie, nel 1954, 1974 e 1990) arriva in Brasile più carica che mai. Joachim Löw ha a disposizione un irripetibile mix di talento giovanile ed esperienza, a simboleggiare un movimento calcistico in grandissima salute. Riusciranno Thomas Möeller, Bastian Schweinsteiger e compagni a riportare a casa una coppa che manca da oltre vent’anni?

I lusitani si presentano nella ex colonia sudamericana per provare a ripetere le imprese del 1966 (terzo posto in Inghilterra) e di quarant’anni più tardi (quarti in Germania, proprio dietro i tedeschi)? Quarto nel ranking FIFA, dopo Spagna, Germania e Brasile, il Portogallo si aggrappa a Cristiano Ronaldo quale sua stella, senza dimenticare un gruppo di giocatori di livello indiscutibile, tra cui citiamo Rui Patricio, portiere dello Sporting Lisboa con fama di pararigori , qualità che potrebbe rivelarsi fondamentale nel corso della manifestazione. Il CT Paulo Bento spera davvero di sorprendere tutti.

Tra le africane, il Ghana potrebbe essere la vera mina vagante, avendo promosso in prima squadra una generazione di giovani che hanno impressionato nelle competizioni iridate giovanili. Molti dei giocatori convocati da James Kwesi Appiah sono da tempo affermati in Europa, altri stanno segnando le prime tappe di una carriera che fa ben sperare, in un mix di grandi possibilità: in avanti, Gyan Asamoah (ex Udinese) sarà supportato al massimo da Essien, Muntari, Kwadwo Asamoah e Badu, senza dimenticare un certo Kevin Prince Boateng, che incrocerà nuovamente i propri destini iridati contro il fratello Jérôme, quasi certo titolare tedesco.

Contrariamente a quanto si dice, gli USA sono tutt’altro che sprovveduti in fatto di calcio: terzi classificati nel 1930 (con una squadra infarcita di britannici naturalizzati e una storica querelle con la Jugoslavia che reclama il bronzo nella competizione), hanno spesso impartito lezioni di umiltà alle europee e il miglior risultato recente è coinciso coi quarti di finale nel 2002, con l’eliminazione del Messico negli ottavi. Jürgen Klinsmann conterà molto su Michael Bradley, ex Chievo e Roma, e su Jozy Altidore, che vorrà riscattare la stagione incolore con i colori del Sunderland italiano (tra i compagni: Borini, Giaccherini, Dossena e Mannone).

GIRONE H

Occhio al Belgio, ma anche alla Russia fresca di assegnazione per i mondiali 2018. Sud Corea e Algeria brutte clienti per un girone interessante.

Il Belgio vanta un gruppo di giovani talenti in grado di dominare le qualificazioni, garantendo l’inserimento degli uomini di Marc Wilmots nell’urna delle teste di serie. I Diavoli Rossi sono approdati per ben dodici volte alla fase finale iridata, con il memorabile quarto posto di Messico 1986, sconfitti in semifinale dall’Argentina di Maradona. Hazard, Lukaku, Januzay, Mertens, le giovani stelle di una squadra da corsa che ha dominato i gironi e che punta, come minimo, ai quarti di finale, nonostante l’assenza di Christiana Benteke, centravanti dell’Aston Villa dalle qualità assolute, ma infortunatosi a marzo.

Su nove partecipazioni, il miglior risultato per la Corea del Sud è stato quello del 2002, colto in casa, quando, battendo non senza sospetti e polemiche sia l’Italia sia la Spagna, approdò alle semifinali perdendo l’ultimo atto con la Turchia. Ha sofferto più del previsto per arrivare in Brasile, e, sotto la direzione, di Hong Myung-Bo proverà a sfruttare l’occasione di un gruppo che non pare avere padroni, benché il Belgio sia sicuramente temibile. Nell’organico orientale, tenere d’occhio Son Heung-min, stella del Bayer Leverkusen, ma anche Ji Dong-won, punta approdata in Germania e, dopo un anno in prestito all’Augsburg, adesso in forza al Borussia Dortmund.

Un tocco italiano, e che tocco, per la Russia allenata da Fabio Capello, al secondo mondiale da CT dopo l’esperienza del 2010 sulla panchina inglese, terminata con l’inglorioso 4 a 1 subito dalla Germania. Terza partecipazione ai mondiali per i russi, ma sarebbe giusto contare anche le sette edizioni giocate con la bandiera dell’URSS, giunta tre volte ai quarti di finale (1958, ’62 e ’70), con la semifinale e il quarto posto del 1966 a segnare il miglior risultato. Il calcio russo è in grande progresso e si sta preparando per il 2018, quando la Federazione cercherà di rivivere i fasti sportivi dell’era sovietica. Orfani di Roman Shirokov, in assoluto il miglior russo del momento, Capello spera nell’esplosione di Aleksandr Kokorin, giovane punta della Dinamo Mosca.

Vahid Halilhodžic guida un’Algeria che giunge in Brasile senza proclami, ma che, nella storia non ha mancato di registrare risultati importanti (memorabile la vittoria per 2 a 1 contro la Germania), pur non approdando mai alla seconda fase, su tre partecipazioni. Chissà se il tecnico bosniaco riuscirà a sfatare la maledizione, contando su una buona generazione di calciatori, alcuni dei quali militanti nel campionato italiano: Ghoulam (Napoli), Yebda (Udinese), Mesbah (Livorno) e, ovviamente, l’interista Saphir Talder, chiamato ad assistere al meglio il talentuosissimo Nabil Bentaleb, in forza al Tottenham Hotspurs.