Ippica – Varenne, adesso e’ piu’ forte la voglia di record

gennaio 25, 2019.Piero.0 Likes.0 Comments

Varenne, adesso e’ piu’ forte la voglia di record

Lexington o Siracusa i teatri del nuovo assalto al primato mondiale

Data: 31 lug 2002 19:05

Siracusa contro Lexington! L’anello siciliano da 1400 metri contro la strombazzatissima pista americana da miglio, sulla quale Pine Chip stabilì il record assoluto di velocità del trotto, fermando i cronometri su 1’51”. Su uno di questi due tracciati Varenne tenterà sicuramente di stabilire l’ultimo e definitivo record della propria carriera a metà settembre. Se “prima” l’ipotesi time trial era chiacchieratissima ma solo chiacchierata, oggi, con l’arrivo di un fax dal Canada spedito al dottor Ruffo della Scaletta, relativo al regolamento del Mondial Trot in programma a Montreal il prossimo 28 settembre, l’ipotesi della sfida contro il tempo è diventata pressoché matematica. Perchè gli organizzatori canadesi hanno chiesto il “solito” (la richiesta era già stata avanzata in occasione dell’edizione 2001) test contro il tempo atto a qualificare il cavallo, visto che nei 30 giorni precedenti la gara Varenne resterà inattivo. L’ultima uscita programmata del Capitano è infatti fissata per il 24 agosto a Parigi, il che significa uno stop di 34 giorni, troppi per stare nelle regole richieste dal Mondial Trot. E allora, visto che si dovranno mandare in pista i cronometristi ufficiali, tanto vale approfittarne per sparare l’ultima cartuccia e per abbattere l’ultimissimo primato.

Questo pensiero di fondo è nato nella notte celebrativa dell’1’10″0 di Malmoe, seconda prova della World Cup di Varenne, che nella circostanza ha spazzato via, tanto per cambiare, riferimenti cronometrici che appartenevano a lui stesso e ad altri (Moni Maker e Victory Tilly) stabilendo il nuovo primato della pista, ma soprattutto, di tutte le piste scandinave.

L’idea di tenere sotto pressione Varenne con la solita cadenza quindicinale che per ogni cavallo sarebbe una follia e che per lui è invece un salutare brodino, è stata sottoscritta innanzi tutto da Turja: «Varenne a Malmoe ha dimostrato di aver metabolizzato lo sforzo di Mikkeli; stava benissimo, lui è proprio quello che abbiamo visto per l’ennesima volta, un fuoriclasse in piena salute».

Ma pur essendo il gruppo politicamente disposto ad accettare questo ultimissimo assalto ai numeri più bassi del mondo, è doveroso segnalare che mai come in questa circostanza c’è discordanza di intenti tra il dottor Ruffo della Scaletta, che ha sino a ieri pilotato le strategie del re dei re nell’ambito SNAI, ed il proprietario Enzo Giordano. L’imprenditore napoletano è infatti propenso a giocare la carta americana, convinto com’è che l’ennesimo sproposito “a casa loro” si tradurrebbe in un ulteriore beneficio per l’attività stalloniera di Varenne. Da parte sua, invece, il dottor Ruffo difende la linea italiana: «Devo dire, con orgoglio. Perchè Varenne ai professionisti americani ha fatto vedere tutto quanto c’era da vedere e non è sicuramente un test a Lexington che può incrementare il valore di questa storia. Orgogliosamente dico invece che Varenne è un cavallo italiano e se si ritiene che questa ennesima pagina di iperbolico agonismo dovrà proprio essere scritta, ebbene, questa stessa ha pieno diritto di essere concretizzata in Italia, di fronte alla platea naturale del cavallo, su un anello come quello siracusano che garantisce qualità di strutture e grande, enorme velocità, ed è in possesso di uno sviluppo di 1400 metri assolutamente idoneo per portare a compimento il tentativo. Mi auguro di cuore che, sedendoci tutti a tavolino, troviamo un partner impegnato nell’UNIRE capace di difendere questa ideologia e soprattutto in grado di garantire all’ippica italiana quel privilegio morale che nei confronti di questo meraviglioso cavallo io percepisco in modo particolare».

Italia, dunque, contro America, se vogliamo il cuore contro il portafoglio: ebbene, noi siamo per il cuore, perchè Varenne, se mai deve dire ancora qualcosa di sè, lo faccia allora di fronte al proprio pubblico, di fronte all’oceanica platea siciliana che si riverserebbe proveniendo da ogni dove sulle tribune di Siracusa.