Parma F.C.: squadra, storia, giocatori e allenatore

agosto 2, 2019.Piero.0 Likes.0 Comments

Parma FC

Il Parma Football Club, detto semplicemente Parma, è una società calcistica italiana con sede nella città di Parma. Il Parma gioca in massima serie ed occupa la quindicesima posizione nella classifica perpetua della Serie A. Il club parmense ha conquistato 3 Coppe Italia, una Supercoppa italiana e ben quattro titoli internazionali: una Coppa delle Coppe, due Coppe UEFA ed una Supercoppa europea.

Parma F.C.: cenni storici

Il Parma Foot Ball Club fu fondato nel 1913 ed era principalmente costituito dai membri del Verdi Foot Ball Club, incorporato nel neonato club. Nel 1922, dopo alcune stagioni disputate nei campionati regionali, il Parma ottenne la sua prima promozione in massima serie, dove rimase un solo anno, prima della retrocessione nella serie cadetta. Dal 1930, il club parmense viene denominato Parma Associazione Sportiva e continua a disputare i campionati, oscillando tra la Serie B e la Serie C. Nel 1953, in seguito ai 15 gol del fuoriclasse Korostelev, il Parma passò in Serie B, dove rimase per i successivi 11 anni. Al termine della stagione 1964/65, il Parma retrocesse prima in Serie C e poi in Serie D, l’anno seguente. A questo punto, il Parma Associazione Sportiva viene venduto ad un gruppo di imprenditori parmensi, che ne variano la denominazione in Parma Football Club. Nella stagione 1969/70, la dirigenza del club decise di rinunciare all’iscrizione, per mancanza di fondi. Il compito di rilanciare il calcio nella città di Parma venne affidato ad un’altra società, nata un anno prima, l’Associazione Calcio Parmense, che per quattro volte si avvicinò alla promozione in Serie D. La Parmense divenne così la squadra rappresentativa di Parma, che nel 1970 divenne Parma Associazione Calcio ed utilizzò i colori e il simbolo del vecchio club. Durante gli anni ’70, il nuovo Parma alterna le stagioni tra la Terza Divisione e la serie cadetta, mentre negli anni ’80, si aggiudica due promozioni dalla Serie C, grazie alle reti di dell’attaccante Massimo Barbuti e alla guida dell’allenatore Arrigo Sacchi. Durante quegli anni, la presidenza della società parmense era affidata ad Ernesto Ceserini, che ingaggiò come allenatore, il giovane boemo Zdenek Zeman, senza però ottenere i risultati voluti. L’allenatore che subentrò al suo posto fu Giampiero Vitali. La svolta sulla panchina parmense arrivò nel 1989, quando Ceserini chiamò il tecnico Nevio Scala. La stagione iniziò alla grande, fino alla vittoria del Parma contro la Reggiana, nel derby, che permise ai parmensi di essere promossi per la prima volta in massima serie, con un turno di anticipo. Durante quella stagione, il presidente Ceserini morì improvvisamente, dopo aver dato al Parma un ottimo inizio stagione. In seguito alla promozione in Serie A la società parmense diventò proprietà della Parmalat, il suo sponsor e alla presidenza salì Giorgio Pedraneschi. Nel suo primo campionato di massima serie, il Parma si posizionò al sesto posto finale, grazie al quale poté esordire in Europa, nella Coppa UEFA. L’anno seguente, il 1992, vide il Parma vincitore del suo primo titolo nazionale, la Coppa Italia, conquistata eliminando la Juventus . Anche l’anno successivo il Parma vinse il suo primo trofeo europeo, la Coppa delle Coppe, vincendo la finale a Wembley. Le acquisizioni importanti di quegli anni furono Faustino Asprilla e Gianfranco Zola., con i quali, nel 1994, il Parma conquistò la sua prima Supercoppa europea, battendo il Milan a San Siro. Nella stagione 1994/95, il Parma iniziò una sfida eterna con la Juventus: nel campionato e in Coppa Italia, la spuntarono i torinesi, mentre in Coppa UEFA ebbero la meglio i parmensi. Al termine della stagione successiva, nella quale fu assegnato il Pallone d’oro a Hristo Stoickov, si chiuse la stagione di Nevio Scala e del presidente Pedraneschi, sostituito da Stefano Tanzi. La guida tecnica del club parmense fu affidata a Carlo Ancelotti, che arrivò in squadra insieme all’argentino Hernan Crespo ed Enrico Chiesa. Il campionato terminò con il Parma secondo dopo la Juventus, ottenendo la prima qualificazione alla Coppa dei Campioni 1997/98. Nel 1998, sotto la guida di Alberto Malesani, il Parma vinse la Coppa UEFA, battendo l’Olympique Marsiglia e la Coppa Italia, superando la Fiorentina. Nella stagione seguente, il Parma sconfisse il Milan a San Siro e si aggiudicò la vittoria in Supercoppa italiana. Le successive due stagioni furono caratterizzate dall’avvicendamento di più allenatori, tra cui Sacchi, Ulivieri, Passarella ed infine Pietro Carmignani, con il quale il Parma vinse la sua terza Coppa Italia. L’anno seguente, in panchina arrivò il tecnico Prandelli, aiutato da Sacchi, insieme ad Adriano e Mutu, che contribuiscono al quinto posto. La stagione seguente del Parma fu segnata negativamente dal Crack finanziario della Parmalat, per cui fu arrestato Calisto Tanzi. Nel 2004, nacque il Parma Football Club, che mantenne i diritti e i debiti del vecchio club parmense. L’amministrazione della nuova società fu affidata in via temporanea ad Enrico Bondi, in attesa di un compratore. Intanto, la guida tecnica di Mario Beretta, succeduto a Silvio Baldini, condusse il Parma in Coppa UEFA, dopo un anno di assenza. Nel 2007, insieme all’arrivo in panchina di Stefano Pioli, la società venne rilevata e gestita dalla “Eventi Sportivi S.r.l.”, che aveva a capo il trentunenne industriale bresciano Tommaso Ghirardi. Intanto Pioli venne esonerato e subentrò Claudio Ranieri che salvò il Parma. L’anno dopo il Parma cambiò più volte la direzione tecnica, fino ad ingaggiare Andrea manzo, allenatore della Primavera, che fu testimone della vittoria dello scudetto da parte dell’Inter, che fu la causa della retrocessione parmense in Serie B. Durante la stagione in serie cadetta fu chiamato l’allenatore Francesco Guidolin, che riuscì a riportare la squadra in Serie A, nella stagione 2009/10, terminata con il Parma all’ottavo posto. A questo punto la dirigenza decise di affidare la panchina a Pasquale Marino inizialmente e poi a Franco Colomba, che guidò la squadra parmense alla salvezza. Nella stagione 2011/12, la guida tecnica della squadra passò a Roberto Donadoni; la stagione seguente vide il Parma raggiungere i suoi 1000 punti nella classifica perpetua della Serie A. Nella stagione successiva, grazie alle reti di Amauri, il Parma conquistò 29 punti nel girone di andata, terminando il girone di ritorno al decimo posto, con 49 punti. La stagione del Centenario parmense 2013/2014 inizia con l’entusiasmo legato all’arrivo del giocatore Antonio Cassano. Sempre nel 2014, in seguito alla vittoria sul Livorno e al pareggio del Torino sulla Fiorentina, il Parma ottiene il sesto posto, che gli consente l’ammissione al terzo turno preliminare dell’Europa League 2014/15; purtroppo, non essendo in regola con i pagamenti Irpef sugli incentivi all’esodo di giocatori ceduti, il Parma non ottiene la licenza UEFA e la qualificazione europea va a monte. In seguito a questo, nel maggio 2014, Tommaso Ghilardi rassegna le sue dimissioni dalla presidenza, mettendo in vendita il Parma F.C.

Loghi e colori parmensi

Fino agli anni ’40 la dirigenza del Parma non ritenne opportuno fare uso di uno stemma, in quanto l’uniforme crociata era considerata già un simbolo. Nel dopoguerra fu abbandonata la croce e venne adottato uno stemma con una croce bianconera sulla sinistra, con delle strisce gialloblu sulla destra. Successivamente ritornarono le maglie crociate, che durarono fino al fallimento societario del 1969. Nel 1968, la Parmense applicò un logo a cerchi concentrici gialloblu sulle maglie dell’uniforme; dopo il fallimento fu aggiunta una croce nera sul fondo bianco. Il logo attuale fu adottato nel 1970 e rimase quello fino al 2000/2001, quando fu rivoluzionato per questioni di marketing diventando una croce azzurra su un fondo giallo, nella parte sinistra e un toro giallo in campo azzurro, nella parte destra. Questa scelta fu osteggiata dalla tifoseria e già dall’anno successivo si tornò al vecchio logo. Nel 2004, quando la società assunse la denominazione Parma F.C. S.p.A., l’acronimo del logo cambiò da A.C. in F.C. I primi colori della divisa parmense erano quelli della città, il giallo e il blu a scacchi. Dopo la guerra, la dirigenza volle provare una divisa nuova, una maglia bianca con una croce nera sul petto, che dopo alcune alternanze con l’uniforme a strisce verticali gialloblu, venne indossata fino al fallimento del 1969.

Parma F.C.: formazione attuale