Torino F.C.: squadra, storia, giocatori e allenatore

dicembre 30, 2018.Piero.0 Likes.0 Comments

Torino FC

Il Torino Football Club, noto come Torino o come Toro, è una società calcistica per azioni italiana con sede nell’omonima città. Insieme alla Juventus, è una delle due formazioni professionistiche del capoluogo piemontese, militante in Serie A. Il Torino vanta la vittoria di sette campionati italiani ed è stata capace di conquistare cinque titoli consecutivi, all’epoca del Grande Torino. Nella seconda metà degli anni ’40, il Torino dominava le classifiche ed era considerata una delle squadri più forti di quel momento. Durante il suo iter calcistico, il Torino ha conquistato cinque Coppe Italia, una Coppa Mitropa ed il tanto atteso arrivo in finale di Coppa UEFA, nel 1991/92.

Storia del Torino F.C.

I primi segni del calcio arrivarono a Torino verso la fine dell’Ottocento, nel 1887, quando nacque la squadra rossonera del Football & Cricket Club, la squadra italiana di calcio più antica. Nel 1891, la squadra rossonera attuò una fusione con il Nobili Torino, diventando il bianconero Internazionale Torino. Al sodalizio si unì anche il Football Club Torinese, nel 1894. Il gioco del calcio divenne presto molto amato e nel 1897 vennero fondate le prime sezioni calcistiche della polisportiva Ginnastica Torino. Nel maggio del 1898, l’Internazionale Torino, il Football Club Torinese, la Ginnastica Torino ed il Genoa, diedero vita al primo campionato di calcio italiano. Nel 1900, il Football Club Torinese incorpora l’Internazionale Torino, fino al dicembre del 1906, quando venne indetta un’assemblea, tra la società ed un gruppo di dissidenti della Juventus, che decisero attuare una fusione, dando vita al Football Club Torino. La prima partita ufficiale fu giocata nel dicembre del 1906 e fu vinta dai torinesi che sconfissero la Pro. Il primo derby invece venne disputato nel 1907, nel velodromo Umberto I, dove il Torino conquistò la vittoria per due gol a uno. L’anno successivo il Torino fu impossibilitato a giocare il campionato, a causa delle norme che vietavano la presenza di giocatori stranieri in squadra; avendo troppo tesserati stranieri, il Torino rimase fuori dal campionato, ma conquistò la Palla Dapples, sconfiggendo la Pro Vercelli. Nel 1912, Vittorio Pozzo fu ingaggiato come membro della squadra tecnica e con lui, nel1914, il Torino disputò un torneo in Sud America, nel quale vinse sei partite, giocando contro squadre come l’Argentina e il Corinthians. Nel 1914/15, lo scoppio della guerra causò l’interruzione del campionato, ad una sola giornata dalla fine delle partite ed il Genoa, che si trovava in testa, venne dichiarato campione. Quando alla presidenza della società torinese arrivò il conte Enrico Marone Cinzano, la squadra ebbe un periodo di serenità; il nuovo presidente fece costruire le prime tribune intorno al campo del Torino e cominciò ad acquisire giocatori di un certo livello come Libonatti, Baloncieri e Rossetti. Con Cinzano alla guida, il club torinese vinse il suo primo campionato nel 1928, dopo aver subito la revoca della vittoria del campionato precedente, a causa di un episodio di corruzione che interessò un dirigente del Torino ed il giocatore della Juventus Allemandi. Questo fatto causò la revoca dello scudetto al Torino e la squalifica a vita di Allemandi, dal panorama calcistico. Il conte Cinzano abbandonò la presidenza della società e da quel momento, con la Juventus che lentamente si imponeva nel campionato, il Torino passò un periodo di declino fino al 1935, quando la squadra del Toro iniziò il suo periodo di rinascita, conquistando prima un terzo posto in campionato, poi la prima Coppa Italia della sua storia. Nella stagione successiva, a causa dell’intolleranza fascista verso le parole straniere, il Torino dovette cambiare denominazione in Associazione Calcio Torino. L’anno seguente, il Torino terminò il campionato in seconda posizione. Il periodo sicuramente migliore della storia del club torinese fu quello in cui veniva chiamato “Gran Torino”, grazie alle numerose vittorie conseguite dalla squadra, cinque delle quali furono consecutive. Il Torino riuscì in quegli anni a conquistare sia lo scudetto, sia la Coppa Italia, durante la stessa stagione. La formazione del Gran Torino aveva come capitano Valentino Mazzola, poi vi erano Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola. Purtroppo nel maggio del 1949, l’aereo che trasportava la squadra di ritorno da una amichevole, ebbe un malfunzionamento all’altimetro e si schiantò contro il muro posteriore della Basilica di Superga. In quella tragica occasione, persero la vita i giocatori e le riserve, due dirigenti, alcuni tecnici, un massaggiatore e tre giornalisti sportivi. La tragedia di Superga segnò l’inizio di un lento declino che portò la squadra a retrocedere in Serie B, dove rimase per un anno soltanto. Nel 1963 la presidenza della squadra torinese venne affidata ad Orfeo Pianelli, che acquisì Gigi Meroni, con il quale i granata raggiunsero il terzo posto in campionato. Purtroppo nell’ottobre del 1967, il giocatore Meroni fu investito ed ucciso da una macchina guidata da Attilio Romero, che in seguito diventerà presidente del Torino. Durante quella stagione, arrivò la conquista della Coppa Italia, replicata poi nella stagione del 1971. Nella stagione 1975/76, i granata vinsero il settimo scudetto, conteso con la Juventus. L’anno seguente la situazione si replicò, ma questa volta i granata arrivarono secondi dopo la Juventus. Negli anni che seguirono, il Torino iniziò una fase calante nella quale non riuscì più a mantenersi tra le prime posizioni della classifica. La stagione 1988/89 si concluse con la retrocessione del Torino in Serie B. L’anno dopo, spronata dalla serie cadetta, la squadra granata tornò in Serie A per disputare un campionato incredibile, sotto la guida del tecnico Emiliano Mondonico, che portò alla qualificazione in Coppa UEFA, dove i granata furono inarrestabili e sconfissero persino il Real Madrid, arrivando in finale, persa poi contro l’Ajax. La stagione 1992/93 fu caratterizzata dalla quinta Coppa Italia per il Torino, che vinse contro la Roma. Dopo questa vittoria, la società passò un periodo di crisi economica segnata anche dai numerosi avvicendamenti di allenatori e dirigenti, che portarono solo a risultati negativi, fino alla terza retrocessione dei granata, che tornarono in Serie B nel 1995. Il Torino tornò in massima serie due anni dopo, ma già al termine della stagione 1999/2000, retrocesse nuovamente in Serie B. La rimonta in Serie A avvenne l’anno seguente e quello dopo ancora vide il Torino qualificarsi per la Coppa Intertoto, dalla quale uscì al terzo turno. Nel 2003 la squadra granata retrocesse in B, mentre i suo tifosi si riversarono in strada, dando vita ad una marcia popolare, che terminò davanti alla lapide dei grandi di Superga. Nel giungo del 2005, il Torino tornò in Serie A, sotto la guida della coppia Zaccarelli/Pigino. La permanenza in massima serie durò poco, a causa dei debiti accumulati dalla società granata, che non poté permettersi l’iscrizione della squadra al campionato di Serie A. Dopo mesi trascorsi ad attendere gli esiti dei ricorsi alla giustizia sportiva, il Torino fu dichiarato non idoneo all’iscrizione al torneo di massima serie; questo portò al fallimento della società granata e alla cancellazione della stessa dall’ambito del gioco del calcio, dopo novantanove anni di attività calcistica. La situazione disperata fu ripresa in mano da un gruppo di imprenditori, che fecero rinascere la società con la denominazione di Società Civile Campo Torino, iscrivendola al campionato di Serie B. Nell’agosto del 2005, la FIGC assegnò alla squadra granata il titolo sportivo del Torino Calcio, che dovette essere ricostruito interamente dalla nuova dirigenza. Sempre nel mese di agosto di quell’anno, durante una conferenza che doveva presentare il nuovo assetto societario, la neo società granata venne venduta all’editore Urbano Cairo, che aveva fatto una proposta di acquisto qualche giorno prima. Dopo aver lottato per la propria presidenza, a causa del precedente rifiuto di vendere la società dell’imprenditore Giovannone, Cairo chiamò subito il tecnico Gianni De Biasi e Fabrizio Salvatori come direttore sportivo. Cairo trasformò anche la società da Srl in SpA, versando 10 milioni di euro per il capitale sociale. Il club torinese fu di nuovo al completo, quando Cairo acquistò ad un’asta il vecchio marchio del Torino, le coppe e le reliquie del Grande Torino. Il debutto in campo del Torino fu positivo, grazie anche agli acquisti arrivati in panchina il giorno prima. La squadra granata si mantenne sempre nelle prime posizioni, fino a quando non precipitò fuori dalla zona play-off. Nella stagione 2005/06, i granata finirono il torneo al terzo posto, conquistando i play-off; dopo aver ottenuto anche due vittorie contro il Cesena ed infine contro il Mantova, il Torino tornò in Serie A. Il ritorno in massima serie portò all’acquisto di giocatori come Abbiati, Fiore e Barone e la nuova guida tecnica Alberto Zaccheroni, succeduto a De Biasi. La fase di ritorno del campionato fu segnata da sei sconfitte, che costarono l’esonero di Zaccheroni, sostituito nuovamente da De Biasi, che riuscì a salvare la squadra granata con un turno di anticipo. Per la stagione 2007/08 venne ingaggiato l’allenatore Novellino, che però fu esonerato a cinque giornate dal termine del torneo, per i scarsi risultati. Venne dunque richiamato De Biasi, che guidò la squadra verso il quindicesimo posto. Durante la stagione seguente, la panchina alternò ben tre allenatori diversi, nessuno dei quali riuscì ad evitare la retrocessione dei granata in Serie B. A questo punto la dirigenza decise di ingaggiare Stefano Colantuono come allenatore, ma durò poco; fu sostituito da Mario Beretta, esonerato in seguito ad una sconfitta con il Cittadella. La società richiamò Colantuono e assunse anche un nuovo direttore sportivo, Petrachi, che ebbe il compito di ricostruire una squadra intera, in poco meno di quindici giorni. Petrachi riuscì ad attuare delle modifiche e degli acquisti consistenti, che portarono la squadra granata alla conquista di 42 punti nel girone di ritorno. Nel febbraio 2010, il presidente Cairo dichiarò di aver messo in vendita la società torinese. In quello stesso anno, il Torino terminò il torneo classificandosi al quinto posto. Per la stagione successiva fu ingaggiato in panchina l’allenatore Franco Lerda che, dopo un esonero di undici giorni a favore dell’allenatore Papadopulo, venne riconfermato. Per la stagione 2011/12 del campionato cadetto, la guida tecnica dei granata fu affidata a Giampiero Ventura, che condusse la squadra di nuovo in Serie A. La stagione dopo il Torino riconfermò la propria presenza in massima serie e nell’annata 2013/14, il club granata conquistò un ottimo settimo posto, che lo portò alla qualificazione all’Europa League, dopo dodici stagioni di lontananza dalle competizioni europee. I giocatori che emersero durante quelle stagioni furono Cerci ed Immobile, che fu dichiarato il capocannoniere della Serie A. Nell’estate 2014, il Torino conquista il terzo e il quarto turno dei preliminari di Europa League e si qualifica alla fase a gironi dell’Europa League 2014-2015, nel girone B.

Torino: emblemi e colori

Il colore ufficiale del Torino è sempre stato il granata e la divisa di gioco è composta da una maglia color granata, dai calzoncini bianchi e dai calzettoni neri con il risvolto granata. Nella storia del Torino è sempre stato adottato il toro rampante, come simbolo ufficiale del club e della città di Torino.

La squadra granata

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