Udinese Calcio: squadra, storia, giocatori e allenatore

dicembre 30, 2018.Piero.0 Likes.0 Comments

Udinese Calcio

L’Udinese Calcio, nota come Udinese, è una società calcistica italiana con sede nella città di Udine, in Friuli. Essendo nato nel 1896, l’Udinese è uno dei club più antichi d’Italia. In termini di competizioni internazionali, il risultato migliore dell’Udinese fu la conquista della Coppa Intertoto nel 2000; in campo nazionale, gli esiti migliori conquistati dal club di Udine furono i secondi posti che conquistò nella Coppa Italia del 2002 e nel Campionato di Serie A nel 1954/55. I giocatori dell’Udinese vengono chiamati anche bianconeri o zebrette, per via dei colori adottati dalla squadra, il bianco e il nero, quelli dello stemma della città.

Storia dell’Udinese Calcio

Nel 1896, nella città di Udine, fu fondata la Società Udinese di Ginnastica e Scherma. Nel mese di settembre di quello stesso anno, i bianconeri giocarono la loro prima importante partita, disputata nella Capitale contro la Società Rodigina di Ginnastica Unione e Forza, sotto gli occhi di Re Umberto I e della Regina Margherita. Nel 1911, un gruppo di atleti decise di creare, all’interno della polisportiva, l’Associazione Calcio Udine, che fu subito iscritta alla FIGC. La prima partecipazione ufficiale dell’Udinese in un campionato FIGC fu nel 1912/13, nel Campionato Veneto di Promozione a tre squadre. Il Campionato si concluse al secondo posto per i friulani, che furono promossi in Prima Categoria. Nel 1922 l’Udinese ottenne il suo primo importante traguardo, raggiungendo la finale di Coppa Italia, persa contro il Vado. Nel 1922, la squadra bianconera retrocesse in Seconda Categoria, rasentando anche il fallimento societario, causato dai numerosi debiti accumulati. Nell’agosto di quell’anno, l’A.S. Udinese si separò dalla A.C. Udinese, lasciando quest’ultima ad una riorganizzazione autonoma. I debiti furono pagati dal presidente Alessandro Del Torso, che permise all’Udinese di tornare ad iscriversi al torneo di Seconda Divisione. Nella stagione 1024/25, l’Udinese ottenne la promozione in Prima Divisione, dove rimase per poco, piazzandosi all’ultimo posto del torneo. Dopo la stagione del 1928/29, trascorsa in Prima Divisione, ci fu la creazione della Serie A e della Serie B, che portò il declassamento della Prima Divisione al terzo livello. Al termine della stagione successiva, l’Udinese vinse il proprio girone ed ottenne la promozione in Serie B. La partecipazione della squadra bianconera in Serie B durò solo due stagioni, prima della retrocessione in Serie C nel 1935. Nel 1939/39, l’Udinese si piazzò seconda nel proprio girone e fu nuovamente promossa in Serie B, dove rimase fino alla stagione 1947/48, quando retrocesse ancora in C. Dopo l’ennesima retrocessione, i friulani cominciarono ad ottenere le vittorie che gli permisero di conquistare prima il campionato di Serie C, poi il secondo posto nel campionato di Serie B che gli valse la promozione in Serie A. Il club bianconero rimase in massima serie per cinque anni, durante i quali rasentò la conquista dello scudetto, seconda dopo il Milan. Al termine di quella stagione, nel 1955, l’Udinese fu retrocessa in Serie B a causa di un illecito sportivo commesso dal giocatore Settembrino, due anni prima. I friulani rimasero in Serie B solo per una stagione, tornando presto alla massima serie. Gli anni ’60 segnarono un momento di grande difficoltà per la squadra friulana, che retrocesse in Serie B nel 1962 e successivamente in Serie C, la stagione seguente. L’Udinese rimase in C per quindici anni, avvicinandosi alla promozione diverse volte. Al termine della stagione 1977/78, i bianconeri ritornarono in Serie B, grazie alla guida tecnica di Massimo Giacomini, che nella stessa stagione guidò la squadra friulana verso la conquista della Coppa Italia Semiprofessionisti e della Coppa Anglo-Italiana. Nel 1976, l’Associazione Calcio Udinese si sciolse per formare una società per azioni, sotto la denominazione di Udinese Calcio. Il presidente Teofilo Sanson, cosciente del divieto della Federazione di apporre la pubblicità sulle uniformi di gioco, aggirò la normativa applicando lo sponsor Sanson Gelati, sui pantaloncini dei giocatori. Il gesto comportò una multa all’Udinese e la conseguente rimozione del marchio dalle uniformi di gioco. Il ritorno della squadra friulana in Serie A avvenne l’anno successivo, dopo più di vent’anni di assenza, con la vittoria del Campionato cadetto. Durante la stagione 1979/80, l’Udinese, finita al quindicesimo posto in classifica, evita la retrocessione solo grazie allo scandalo legato al Totonero, che comportò la retrocessione della Lazio e del Milan. Quello stesso anno, il club friulano si aggiudicò la Coppa Mitropa. Nella stagione seguente, con il nuovo allenatore Enzo Ferrari in panchina, la dirigenza decise di vendere la società alla Zanussi di Pordenone e Lamberto Mazza ne divenne il presidente. Le due stagioni che seguirono furono caratterizzate dall’arrivo in squadra del giocatore Franco Causio, che contribuì alla salvezza della squadra. Durante l’estate del 1993, la società acquisì il giocatore Arthur Antunes Coimbra, Pietro Paolo Virdis ed il brasiliano Edonho, che condussero la squadra bianconera a soli due punti dalla zona UEFA, terminando la stagione al nono posto. Nella stagione successiva, la società attua delle cessioni importanti, riuscendo a trattenere il giocatore Coimbra, che dovette però abbandonare la squadra friulana quello stesso anno, in seguito ad un infortunio e al suo immediato ritorno in Brasile. Nel 1986, Giampaolo Pozzo sostituì il presidente Mazza e dovette fronteggiare la difficile situazione della retrocessione friulana in Serie B, a causa dello scandalo del calcio scommesse. La sanzione che fu imputata all’Udinese fu successivamente convertita in nove punti di penalizzazione, che comunque causarono la retrocessione bianconera in Serie B. Nel campionato di Serie B del 1988/89 l’Udinese ottenne la promozione in Serie A, grazie ai gol messi a segno da Totò De Vitis, sotto la guida di Nedo Sonetti. L’anno dopo fu caratterizzato da alcuni acquisti interessanti come i giocatori Abel Balbo e Nestor Sensini e l’allenatore Rino Marchesi, ingaggiato al posto di Mazzia. Dopo aver lottato per tutto il campionato per mantenere la categoria, l’Udinese retrocesse all’ultima giornata. Nel 1990, il presidente Pozzo fu accusato di illecito sportivo e la squadra friulana venne penalizzata di cinque punti. In quell’occasione, Pozzo rassegnò le sue dimissioni. Dopo aver perso la promozione in Serie A a causa della penalizzazione, l’Udinese fece ritorno alla massima serie nella stagione 1991/92, sotto la guida di Adriano Fedele. Grazie alle reti di Balbo, la squadra bianconera riuscì ad ottenere il quarto posto e quindi la promozione in massima serie, dove rimasero anche per la stagione successiva. Nella stagione 1993/94 ci fu la cessione di Balbo alla Roma, sostituito dalla punta Marco Branca, che terminò la stagione con la retrocessione della squadra friulana in Serie B. Nella stagione seguente, con Giovanni Galeone in panchina, l’Udinese tornò in massima serie, rimanendoci fino ad oggi. Nelle stagioni successive, l’Udinese ottenne la qualificazione in Coppa UEFA ed un terzo posto dietro alla Juventus e all’Inter, nel campionato 1997/98, grazie ai gol realizzati dal capocannoniere di quei tempi, Oliver Bierhoff. Il nuovo millennio bianconero iniziò con il tecnico Luigi De Canio alla guida della squadra, che riuscì a conquistare l’accesso alla Coppa Intertoto, la cui vittoria valse la qualificazione alla Coppa UEFA. Durante la stagione 2000/01 De Canio fu sostituito da Luciano Spalletti, che guidò i bianconeri verso un dodicesimo posto in campionato e verso la sconfitta in Coppa UEFA contro i greci. Nelle due stagioni seguenti si alternarono in panchina diversi allenatori, finché non fu richiamato Spalletti, che anche stavolta riuscì a portare la squadra a due settimi posti, ottenendo due qualificazioni alla Coppa UEFA. Nel 2004 la dirigenza acquistò il giocatore Antonio Di Natale, che in seguito diverrà il capitano dell’Udinese. Nel campionato 2004/05 l’Udinese centrò la sua prima qualificazione alla Champions League; al termine della stagione, Spalletti abbandonò la squadra bianconera e venne ingaggiato Serse Cosmi. La prima esperienza in Champions League si concluse nella fase a gironi, quando l’Udinese fu eliminata dal Barcellona. Nel 2006/07 i bianconeri ottennero il decimo posto in campionato e l’anno successivo, sotto la guida del tecnico Pasquale Marino, l’Udinese fu ammessa alla Coppa UEFA, che questa volta terminò ai quarti di finale contro il Werder Brema. La stagione 2009/10 iniziò con l’esonero di Marino, sostituito da Gianni De Biasi, che durò solo un paio di mesi, prima che fosse richiamato Marino. Durante quel campionato, l’Udinese trovò la salvezza con due turni di anticipo e Di Natale fu dichiarato capocannoniere, con 29 reti segnate. Per il campionato 2010/11 l’Udinese ingaggiò l’allenatore Francesco Guidolin che fu testimone di un inizio stagione disastroso; i bianconeri riuscirono però a risalire in classifica, raggiungendo il quarto posto che gli valse l’accesso ai play-off di Champions League. Nel maggio dello stesso anno, i friulani stabilirono il loro record, con 66 punti in Serie A e Di Natale si riconfermò capocannoniere, con 28 marcature. La stagione 2011712 esordì con la sfida ai play-off di Champions League contro l’Arsenal, che eliminò i friulani. Ottenuta la partecipazione all’Europa League, l’Udinese superò il turno, riuscì ad eliminare i greci del Paok, ma venne poi estromessa dalla competizione agli ottavi di finale dagli olandesi dell’AZ Alkmaar. In ambito di campionato, l’Udinese riuscì ad ottenere quattro vittorie consecutive e 64 punti, valevoli per la qualificazione ai play-off di Champions League. Durante la stagione 2011, il CONI decise di insignire la società friulana della massima onorificenza dello sport italiano, il Collare d’Oro al Merito Sportivo, previsto per i club con più di 100 anni di storia. La stagione seguente i bianconeri non riuscirono a centrare la Champions e furono eliminati dai portoghesi del Braga. In Europa League, l’Udinese si aggiudicò una storica vittoria contro il Liverpool ad Anfield, vincendo per 3 reti a 2, ma conclusero il girone all’ultimo posto, venendo eliminati. Il campionato successivo fu caratterizzato da otto vittorie consecutive dell’Udinese, che terminò la stagione al quinto posto, tornando in Europa League, dove venne eliminata dai cechi dello Slovan Liberec. Durante lo stesso anno, i bianconeri raggiunsero le semifinali di Coppa Italia, perdendo contro la Fiorentina.

Lo stemma dell’Udinese

L’udinese ha cambiato diversi stemmi nell’arco della sua storia, mantenendo però i colori della città di Udine. Uno dei primi stemmi fu uno scudo che al suo interno aveva le strisce verticali bianche e nere, con l’acronimo ACU (Associazione Calcistica Udinese). Lo stemma che seguì era rappresentato da un muso di zebra, all’interno di un cerchio verde. Il secondo stemma risale all’arrivo della società Zanussi, che introdusse una Z che venne posta sotto della scritta Udinese Calcio. Lo stemma attuale è composto da un cerchio grigio avvolto da due rami di alloro, riportante la V rovesciata della città di Udine, presente in tutti gli stemmi del club friulano.

L’Udinese attuale

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