Verona FC: squadra, storia, giocatori e allenatore

luglio 4, 2019.Piero.0 Likes.0 Comments

Hellas Verona FC

L’Hellas Verona Football Club, noto comunemente come Verona, è una società calcistica italiana con sede nella città di Verona. Fondata nel 1903 come Associazione Calcio Hellas, si tratta di una delle società più antiche della storia del calcio. Nel 1984/85, l’Hellas fu l’unico club non appartenente ad un capoluogo di regione, ad aver vinto il campionato di massima serie.

L’Hellas Verona F.C. nella storia

L’Associazione Calcio Hellas fu fondata nel 1903 da un gruppo di studenti del liceo classico Maffei. Le attività dell’associazione furono dapprima molto sporadiche, in quanto il calcio professionale si giocava solo in Piemonte, Liguria e Lombardia; successivamente, dal 1906, l’Hellas cominciò a disputare i suoi primi incontri con altre squadre della regione. Nel 1919, al termine del primo conflitto mondiale, l’Hellas cambiò denominazione in Football Club Hellas Verona, fondendosi con la società minore, il Verona. Dal 1921 al 1929 l’Hellas giocò nel Campionato di Prima Divisione, ottenendo dei risultati scarsi. Nel 1929 ci fu l’avvio della Serie A a girone unico e l’Hellas accolse in una fusione Bentegodi e Scaligera, sue eterne rivali, sotto la denominazione di A.C. Verona. Il Verona debuttò in Serie B nel 1929/30, terminando il campionato al sesto posto della classifica. Durante il secondo conflitto mondiale, il Verona affrontò la sua prima retrocessione in C, nel 1941; il club veronese si risollevò due anni dopo, nel 1943, conquistando il primo posto nel suo girone e ottenendo la promozione nel campionato cadetto. La prima vittoria del Verona in serie B avvenne dopo 14 anni, nel 1957, sotto la guida di Angelo Piccioli, che regalò ai veronesi la tanto sognata promozione in Serie A. Il Verona rimase nella massima serie per una sola stagione, per poi retrocedere nuovamente in Serie B. Nel 1958, il club incorporò l’A.S. Hellas, allo scopo di tornare alla denominazione di origine, Associazione Calcio Hellas Verona. La squadra gialloblu tornò in Serie A nel 1968, durante l’ultima giornata, sotto la guida tecnica di Nils Liedholm. Questa volta il Verona restò a lungo nella massima serie, fino al 1973/74, quando fu declassato in ultima posizione e retrocesso in B. L’anno successivo, il Verona tornò a giocare nella massima serie. Nel 1978 si sfiorò la tragedia, quando la squadra rimase coinvolta in un incidente ferroviario, dal quale uscirono fortunatamente illesi sia i giocatori, sia lo staff. Dopo aver preso parte a ben dieci campionati in Serie A, il Verona tornò in Serie B nel 1979, dove rimase per i tre anni successivi. Da quel momento in poi, ci furono diversi rinnovamenti, sia nella dirigenza, sia nella squadra e la società cominciò uno dei periodi più determinanti della storia del club gialloblu. Nella stagione 1981/82, il Verona vinse il campionato cadetto, sotto la guida di Osvaldo Bagnoli e fece il suo ritorno alla massima serie, nella quale si contese il primo posto con la Roma, che però ebbe la meglio. La stagione terminò con i gialloblu al quarto posto e con la loro qualificazione alla Coppa UEFA dell’anno successivo. Durante questi anni, il Verona arrivò per tre volte in finale di Coppa Italia, senza vincere mai. Il campionato del 1983/84 si concluse con i gialloblu al sesto posto. In quello stesso anno, furono acquisiti due giocatori stranieri, Briegel e Larsen, che permisero all’allenatore Bagnoli di sperimentare nuove formazioni. Quell’anno fu caratterizzato dalla corsa gialloblu allo scudetto, che iniziò con una serie di vittorie, di cui tre consecutive contro la Roma, la Fiorentina e la Cremonese. Alla penultima giornata, il Verona ottenne un pareggio con l’Atalanta e si aggiudicò matematicamente il suo primo scudetto, con un turno di anticipo. Il Verona entrò nella storia sotto la guida del mister Bagnoli, con ben 15 vittorie, 13 pareggi e 43 punti. In ambito europeo, il Verona partecipò a due Coppe Mitropa, al torneo Anglo Italiano e nel 1984 esordì in Coppa UEFA ma fu eliminata al secondo turno. Grazie allo scudetto della stagione precedente, la squadra gialloblu fu ammessa in Coppa Campioni, nella stagione 1985/86, dove fu eliminata dalla Juventus agli ottavi. Nella stagione successiva, la squadra veronese conquistò il suo miglio risultato in ambito internazionale, arrivando ai quarti di finale della Coppa UEFA, dalla quale fu eliminata dai tedeschi del Werder Brema. Negli anni ’90, dopo otto stagioni in Serie A, l’Hellas andò incontro ad un periodo di declino, retrocedendo in Serie B. Fu l’inizio di un decennio disastroso, nel quale la società arrivò al fallimento, a causa di una gestione societaria sbagliata. Quegli anni furono caratterizzati dalla continua altalena del Verona tra la Serie A e la Serie B, che durò fino al 1999. Nel 1995 ci fu un ulteriore cambio di denominazione e la società si fece chiamare Hellas Verona FC. Due anni dopo, Giambattista Pastorello divenne il presidente del club. Il millennio nuovo iniziò con i gialloblu sotto la guida di Prandelli, che condusse la squadra al nono posto nel campionato di massima serie. L’anno successivo, l’allenatore Perotti affrontò insieme al Verona una stagione difficile, dalla quale si salvarono grazie ad uno spareggio. La stagione 2001/2002 fu caratterizzata da una pessima conclusione: il Verona cominciò a dare segni di stanchezza nel girone di ritorno e proprio all’ultima giornata scivolo in Serie B. Le stagioni che seguirono non portarono a grandi risultati: il Verona continuò a giocare per la salvezza, sfiorando anche il ritorno in massima serie. Negli anni successivi la società gialloblu raggiunse il suo massimo declino, precisamente nel 2007, quando la squadra terminò il campionato con solo 34 reti segnate, retrocedendo in Serie C, dopo quasi 65 anni. Durante la stagione in C1, il Verona dovette lottare per non retrocedere ulteriormente, aiutata e guidata dall’allenatore Davide Pellegrini. Nel 2009 l’imprenditore Martinelli subentra alla presidenza della società, diventandone il proprietario e salvandola dal fallimento. La stagione 2009/10 fu un’altra delusione: il Verona, allenato prima da Remondina e poi da Vavassori, finì per essere eliminato in finale dal Pescara; i gialloblu rimasero dunque in C e Vavassori lasciò la panchina del Verona. Per la stagione 2010/11 fu ingaggiato Andrea Mandorlini, con il quale il Verona riuscì a risalire la classifica, piazzandosi al quinto posto nelle ultime giornate. Al termine del campionato, l’Hellas tornò in Serie B battendo la Salernitana e chiudendo il periodo peggiore della storia gialloblu. Nella stagione 2011/12 il Verona collezionò molte vittorie, tra il campionato e la Coppa Italia, arrivando a stabilire il record personale di 5 vittorie consecutive in trasferta. L’Hellas chiuse il campionato al quarto posto, mentre in Coppa Italia raggiunse gli ottavi di finale dopo 15 anni, per poi essere sconfitta all’Olimpico dalla Lazio. L’anno successivo ci fu la cessione della quota di maggioranza della società gialloblu da Martinelli a Maurizio Setti, che diventò il nuovo presidente dell’Hellas e riconfermò l’allenatore Mandorlini. La nuova dirigenza decise di fare dei sacrifici per acquisire nuovi giocatori, come Cacciatore, Martinho, Laner, Moras, Cacia ed Agostini, che contribuirono agli 82 punti in campionato, che portarono i gialloblu al secondo posto; fu così che dopo 11 anni il club veronese tornò alla massima serie, sempre sotto la guida di Mandorlini. Il ritorno in serie A fu caratterizzato dall’arrivo in squadra di Luca Toni,che al termine del torneo nel quale il Verona si piazzò al decimo posto, fu dichiarato il marcatore migliore della storia del club gialloblu.

Colori ed emblemi gialloblu

I colori sociali del Verona sono il giallo e il blu, simili a quelli dello stemma della città di Verona, che al posto del blu ha l’azzurro. Uno dei soprannomi della squadra è Scaligeri, riferito alla famiglia della Scala che governò la città nel tredicesimo secolo. Lo stemma araldico degli Scaligeri è rappresentato sull’uniforme di gioco e sul marchio della società da due mastini stilizzati, rivolti in direzioni opposte su uno sfondo a strisce gialloblu. La rosa attuale dei giocatori gialloblu è composta da:

Portieri: Bittencourt, Benussi, Gollini e Ferrari

Centrocampisti: Sala, Hallfreosson, Jankovic, Christodoulopoulos, Tachtsidis, Ionita, Obbadi, Valoti e Jogan

Attaccanti: Toni, Chanturia, Taleb, Saviola, Lopez, Da Silva, Verdun, Faress e Cappelluzzo

Difensori: Moras, Gonzalez, Pinto, Agostini, Martic, Marquez, Brivio, Rodriguez, Sorensen e Guillermo Rodriguez